Il Cardinale Marcello Semeraro, Arcivescovo-Vescovo emerito di Albano, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, è nato a Monteroni di Lecce il 22 dicembre 1947. Ordinato presbitero l’8 settembre 1971.

Ha ricevuto la formazione iniziale nel Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI di Molfetta e, successivamente, ha perfezionato gli studi di teologia nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense in Roma dove ha conseguito i gradi accademici di Licenza e di Dottorato in Sacra Teologia. Ha quindi insegnato teologia dogmatica all’Istituto Teologico Pugliese e poi anche ecclesiologia nella Facoltà di Teologia della P.U.L.

Eletto alla sede vescovile di Oria il 25 luglio 1998. Trasferito alla diocesi Suburbicaria di Albano il 1° ottobre 2004 fino al 15 ottobre 2020 quando è stato nominato da Papa Francesco Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Attualmente è anche Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis dell’Abbazia Territoriale di S. Maria di Grottaferrata e Delegato Pontificio dell’Ordine Basiliano Italiano.

Nel corso degli anni è stato Segretario Speciale della X Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi su Il Vescovo: Servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo. Ha partecipato come membro di nomina pontificia alla XIV assemblea generale ordinaria su La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo; alla XV assemblea generale ordinaria su I giovani, la fede e il discernimento vocazionale e all’Assemblea speciale per la regione panamazzonica del 2019.

Presidente per la Conferenza Episcopale Laziale della Commissione Regionale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi; Membro della Commissione Episcopale CEI per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi; Presidente del CdA di “Avvenire – Nuova Editrice SpA”. Membro della Congregazione delle Cause dei Santi e del Dicastero per la Comunicazione; Consultore della Congregazione per le Chiese Orientali.

Il 13 aprile 2020 è stato nominato come segretario del «Consiglio di Cardinali per aiutore il Santo Padre nel governo della Chiesa Universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana».

Sui temi dell’ecclesiologia ha pubblicato diversi libri, articoli e voci di dizionario.

Il 15 ottobre 2020 il Santo Padre Francesco lo ha nominato Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 28 novembre 2020, della Diaconia di Santa Maria in Domnica.

È Membro:

della Congregazione per le Chiese Orientali;

del Dicastero per la Comunicazione.

Descrizione dello stemma

dell’Em.mo e Rev.mo Signor Cardinale

MARCELLO SEMERARO

della Diaconia di Santa Maria in Domnica

Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi

 

Secondo la tradizione araldica ecclesiastica cattolica, lo stemma di un Cardinale insignito della dignità arcivescovile è tradizionalmente composto da:

- uno scudo, che può avere varie forme (sempre riconducibile a fattezze di scudo araldico) e che contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, o da tradizioni familiari, oppure da riferimenti al proprio nome, all’ambiente di vita, o ad altro;

- una croce astile doppia, arcivescovile (detta anche “patriarcale”) con due bracci traversi all’asta, in oro, posta in palo, ovvero verticalmente dietro lo scudo;

- un cappello prelatizio (galero), con cordoni a trenta fiocchi, pendenti, quindici per ciascun lato (ordinati, dall’alto in basso, in 1.2.3.4.5), il tutto di colore rosso;

- un cartiglio inferiore recante il motto scritto abitualmente in nero.

In questo caso si è scelto uno scudo rinascimentale di foggia sannitica classico e frequentemente usato nell’araldica ecclesiastica e una croce patriarcale “trifogliata” in oro, con cinque gemme rosse a simboleggiare le cinque piaghe di Cristo.

 

Descrizione araldica (blasonatura) dello scudo del Cardinale Semeraro

“D’oro, alla fascia d’azzurro, caricata da una stella a otto punte del campo e accompagnata da sette fiamme di rosso, quattro in capo e tre in punta, poste in fascia”.

Il motto: IN SPIRITU SEMINARE (Gal 6,8) «Chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà la vita eterna» (Gal 6,8)

Il Cardinale Semeraro, per il proprio stemma cardinalizio, ha mantenuto il motto che ha adottato nel corso del suo ministero episcopale sia in Oria sia in Albano.

Queste parole, che hanno ispirato il ministero episcopale del Cardinale Semeraro a vantaggio del popolo di Dio, per l’edificazione della Chiesa, sono tratte dalla Lettera dell’apostolo san Paolo ai Galati, così commentate da san Tommaso: «In secondo luogo, tratta della semina dello spirito, dicendo: “chi semina nello spirito”, cioè chi ordina il proprio interesse al servizio dello spirito, servendo la giustizia con la fede e la carità, “raccoglierà dallo spirito” secondo la sua condizione. Ora, condizione dello spirito è di essere principio della vita. Gv 6, 64: “Lo spirito è colui che vivifica”. Ma non è principio di qualsiasi vita, bensì della vita eterna, poiché lo spirito è immortale, e perciò “raccoglierà dallo spirito vita eterna”. Prov 11, 18: “Per chi semina la giustizia il salario è sicuro”, poiché non si seccherà mai» (Commento alla Lettera ai Galati, cap. VI, lezione 2).

Questo motto rende lo stemma “agalmonico” o “parlante”: tale definizione si applica agli stemmi che richiamano il nome del possessore o attraverso i simboli scelti o, come in questo caso, per le parole espresse nel motto che sono un palese riferimento al cognome del cardinale, Semeraro.

 

Interpretazione

L’ornamento esterno caratterizzante lo stemma di un Cardinale Arcivescovo, oltre ai trenta fiocchi rossi pendenti ai due lati dello scudo, quindici per lato, è la croce astile arcivescovile.

Tale croce, detta anche “patriarcale”, a due bracci traversi, identifica la dignità arcivescovile: infatti, nel XV secolo, essa fu adottata come ornamento esterno allo scudo dai Patriarchi e, poco dopo, dagli Arcivescovi. Alcuni studiosi ritengono che il primo braccio traverso, quello più corto, volesse richiamare il cartello con l’iscrizione “INRI” posta sulla croce al momento della Crocifissione di Gesù.

Le sette fiamme richiamano i doni dello Spirito Santo, mentre la stella a otto punte, oltre che riferirsi alle otto Beatitudini evangeliche (Mt 5,3) è anche simbolo della Vergine Maria, piena di grazia e tempio dello Spirito Santo, icona, in cielo, della Chiesa nel suo compimento e, sulla terra, segno di consolazione e di sicura speranza per il peregrinante popolo di Dio.

La stella è posta su di una “fascia” in azzurro, colore simbolo della incorruttibilità del cielo, delle idealità che salgono verso l’alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.

Il “campo” dello scudo è in oro, il primo tra i metalli nobili, simbolo quindi della prima tra le Virtù teologali: la Fede, grazie alla quale possiamo attingere all’energia salvifica che lo Spirito ci invia con i Suoi sette doni.


William Joseph LEVADA

15.6.1936, deceduto 25 settembre 2019, titolare dal 24.3.2006 al 25.9.2019

Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, Presidente emerito della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale, Presidente emerito della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", è un californiano di quarta generazione, nato a Long Beach, Arcidiocesi di Los Angeles, il 15 giugno 1936. Eccetto un intervallo di tre anni, quando la sua famiglia si trasferì in Texas, ha frequentato le scuole elementari e medie superiori a Long Beach, per poi entrare nel seminario nell’Arcidiocesi di Los Angeles.

Nel 1958 è stato inviato come seminarista a Roma presso il North American College ed ha studiato Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, conseguendo la Laurea in Teologia dogmatica magna cum laude.

Dopo l’ordinazione sacerdotale nella Basilica di San Pietro il 20 dicembre 1961, per cinque anni ha svolto attività parrocchiale a Los Angeles, operando anche come primo Direttore dell’Educazione permanente per il clero ed insegnando teologia presso il St. John's Seminary School of Theology.

Nel 1976 è stato chiamato al servizio della Santa Sede come Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede. Durante i sei anni di servizio ha insegnato teologia presso la Pontificia Università Gregoriana.

Nel 1982 è divenuto Direttore Esecutivo della Conferenza Episcopale della California (Sacramento).

Il 25 marzo 1983 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo Ausiliare di Los Angeles, assegnandogli nel contempo la Chiesa titolare di Capri. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 12 maggio dello stesso anno. È stato Vicario Episcopale della Contea di Santa Barbara fino al 1986, quando è stato nominato Cancelliere e Moderatore della Curia.

Il 1° luglio 1986 è stato promosso alla Sede Arcivescovile di Portland, nello Stato dell’Oregon. Vi ha fatto ingresso, come ottavo Arcivescovo, il 21 settembre. Nei nove anni di servizio pastorale a Portland, ha potuto dedicare tempo alle vocazioni sacerdotali e al miglioramento del seminario presso Mount Angel, dove ha insegnato ecclesiologia.

Nominato Arcivescovo Coadiutore di San Francisco il 17 agosto 1995, si è insediato il 24 ottobre di quell’anno e il 27 dicembre è succeduto a Mons. John Quinn, quale settimo Arcivescovo di San Francisco.

A partire dalla sua ordinazione episcopale, è stato attivo in numerosi comitati della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti e presso i consigli amministrativi della Catholic University of America, del National Shrine of the Immaculate Conception e del National Catholic Bioethics Center.

Dal 1986 al 1993 è stato l’unico Vescovo statunitense nel comitato editoriale della Commissione per il Catechismo della Chiesa Cattolica. È autore del Glossario pubblicato nella seconda edizione in lingua inglese del Catechismo.

Nel 1997, ha partecipato all’Assemblea Speciale per l’America del Sinodo dei Vescovi e in seguito è stato nominato membro del Consiglio post-sinodale.

Dal luglio 1999 al maggio 2000 è stato anche Amministratore Apostolico della Diocesi di Santa Rosa.

Nel corso dell’anno 2000 è stato nominato Vescovo co-presidente del Dialogo Anglicani-Cattolici degli Stati Uniti d’America (ARC-USA). Nel mese di novembre di quell’anno è stato nominato membro della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Nel 2003 ha organizzato la celebrazione dei 150 anni dell’Arcidiocesi di San Francisco, culminata nella Santa Messa giubilare del 27 giugno presso la St. Mary's Cathedral.

Nel novembre 2003 ha iniziato il triennio di Presidenza del Comitato della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti sulla Dottrina.

È stato anche Gran Priore della Luogotenenza Nord-occidentale (USA) dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Cappellano Conventuale dell’Associazione Occidentale (USA) del Sovrano Ordine Ospedaliero Militare di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta. Membro della Delegazione della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti presso la Commissione mista per la Carta e le Norme Essenziali per la Tutela dei Bambini e dei Giovani, e dell’unità operativa per i cattolici nella vita politica.

Il 13 maggio 2005 è stato nominato da Benedetto XVI Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, trovandosi così a succedere nell’alto e delicato incarico al Cardinale Joseph Ratzinger.

Come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è per statuto anche Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale.

L’8 luglio 2009 è stato nominato anche Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.

Presidente Delegato alla 12ª Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2008).

Dal 2 luglio 2012 è Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, Presidente emerito della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, Presidente emerito della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale.

Ha partecipato al Conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco.

Da Benedetto XVI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 24 marzo 2006, del Titolo di Santa Maria in Domnica, Diaconia elevata pro hac vice a Titolo presbiterale.

Morì a Roma nella notte del 25 settembre 2019.

Il 27 settembre, alle ore 12, all'altare della Cattedra della basilica di San Pietro in Vaticano, si tennero le esequie presiedute dal cardinale Tarcisio Bertone.

 

La salma è tumulata nella cappella degli arcivescovi del Holy Cross Catholic Cemetery di Colma.